Poesie e racconti

Ogni poesia è misteriosa. Nessuno sa interamente ciò che gli è stato concesso di scrivere. (Jorge Louis Borges)

In questo mese di Maggio, ospitiamo alcune poesie mariane.

Venerdì 15 maggio 2020

Ti saluto, Signora santa, regina santissima,

Madre di Dio, Maria, che, sempre Vergine,

eletta dal santissimo Figlio diletto

e con lo Spirito Santo consacrata.

Tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia

e ogni bene,

Ti saluto, suo palazzo,

Ti saluto, sua tenda,

Ti saluto, sua casa,

Ti saluto, suo vestimento,

Ti saluto, sua ancella,

Ti saluto, sua Madre.

E saluto voi tutte sante virtù che, per grazia e lume dello Spirito santo, siete infuse nei cuori dei fedeli affinché li rendiate da infedeli, fedeli a Dio.

Francesco d’Assisi


A lato, Giovanni Bellini, Madonna Greca, 1450.

Giovedì 14 maggio 2020

Quann’ero ragazzino, mamma mia
me diceva: “ricòrdate fijolo,
quanno te senti veramente solo
tu prova a recita n’Ave Maria.
L’anima tua da sola pija er volo
e se solleva, come pe’ maggia”.
Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato;
da un pezzo s’è addormita la vecchietta,
ma quer consijo nun l’ho mai scordato.
Come me sento veramente solo…
io prego la Madonna benedetta
e l’anima da sola pija er volo!

Trilussa

 

A lato, Leonardo, Madonna Benois.

Mercoledì 13 maggio 2020

 

Ciò che bisognerebbe dipingere sul viso di Maria è uno stupore ansioso che è comparso una volta soltanto su un viso umano. Perché il Cristo è suo figlio, carne della sua carne e sangue delle sue viscere. L’ha portato in grembo per nove mesi, gli offrirà il seno e il suo latte diventerà il sangue di Dio. Qualche volta, la tentazione è così forte da farle dimenticare che è Dio. Lo stringe tra le sue braccia e dice:”Bambino mio!”.

Ma in altri momenti rimane interdetta e pensa: lì c’è Dio! E viene presa da un religioso orrore per quel Dio muto, per quel bambino che incute timore. Tutte le madri in qualche momento si sono arrestate così di fronte a quel frammento ribelle della loro carne che è il loro bambino, sentendosi in esilio davanti a quella vita nuova, fatta con la loro vita e che è abitata da pensieri estranei. Ma nessun bambino è stato strappato più crudelmente e più rapidamente a sua madre, poiché è Dio e supera in tutti i modi ciò che essa può immaginare…Ma penso che ci sono anche altri momenti, fuggevoli e difficili, in cui essa avverte nello stesso tempo che il Cristo è suo figlio, il suo bambino, ed è DIO. Lo guarda e pensa: “Questo Dio è mio figlio. Questa carne divina è la mia carne. È fatto di me, ha i miei occhi, la forma della sua bocca è la forma della mia, mi assomiglia. È Dio e mi assomiglia”. Nessuna donna ha mai potuto avere in questo modo il suo Dio, per sè sola, un Dio bambino che si può prendere fra le braccia e coprire di baci, un Dio caldo che sorride e respira, un Dio che si può toccare e che ride. É in uno di questi momenti che dipingerei Maria, se fossi pittore.

 

Jean Paul Sartre

A lato, Andrea Mantegna, Madonna della tenerezza.

 

Martedì 12 maggio 2020

 

Quando il cielo baciò la terra nacque Maria
che vuol dire la semplice,
la buona, la colma di grazia.
Maria è il respiro dell’anima,
è l’ultimo soffio dell’uomo.
Maria discende in noi,
è come l’acqua che si diffonde
in tutte le membra e le anima,
e da carne inerte che siamo noi
diventiamo viva potenza.

 

Alda Merini

 

 

 

A lato, Vergine con bambino dormiente (attribuita a Giovanni Santi, Urbino, 1498).

Lunedì 11 maggio 2020

 

Santa Maria, Vergine dell’attesa, 

donaci un’anima vigilare.

 Giunti alle soglie del terzo millennio, 

ci sentiamo purtroppo più figli del crepuscolo 

che profeti dell’avvento. 

Sentinella del mattino, ridestaci nel cuore 

la passione di giovani annunci da portare al mondo, 

che si sente già vecchio. 

Portaci, finalmente, arpa e cetra, perché con te mattiniera possiamo svegliare l’aurora.
Di fronte ai cambi che scuotono la storia, 

donaci di sentire sulla pelle i brividi dei cominciamenti. 

Facci capire che non basta accogliere: bisogna attendere. Accogliere talvolta è segno di rassegnazione. 

Attendere è sempre segno di speranza. 

Rendici, perciò, ministri dell’attesa. 

E il Signore che viene, Vergine dell’avvento, 

ci sorprenda, anche per la tua materna complicità, 

con la lampada in mano.

+ don Tonino Bello, Vescovo

 

 

 

A lato, immagine di Arcabas.

Domenica 10 maggio 2020

L’ Ausiliatrice

Il ragazzo malmesso consapevole che nessuno va fiero di lui e non è molto amato,

Quando per caso uno sguardo più benevolo si posa su di lui,

Arrossisce tutto e si mette a sorridere spavaldamente, per non piangere.

Alla stessa maniera in questo mondo malvagio gli orfani e gli esclusi,

Quelli che non hanno soldi, quelli che non hanno né cultura né spirito,

Come fanno a meno di tutto, fanno a meno anche di amici.

I poveri si aprono poco, ma non è impossibile conquistarne il cuore.

Basta prestare loro attenzione e trattarli con un po’ di rispetto.

Povero, accetta dunque questo sguardo, prendi la mia mano, ma non fidarti.

Presto sarò fra quelli della mia specie e a te penserò poco.

Non c’ è amico sicuro per un povero, a meno che non trovi uno più povero di lui.

Perciò, esausta sorella vieni e guarda Maria.

Povera donna il cui marito beve e i figli sono fragili,

Quando non ci sono i soldi per l’ affitto e si desidera essere morti,

Ah, quando tutto vi manca e si è tanto tanto sventurati,

Vieni in chiesa, taci, e guarda la Madre di Cristo!

Quale che sia il sopruso contro di noi e per quanto grande la miseria,

Quando i figli soffrono è ancora più doloroso essere la Madre.

Guarda Colei che sta qui senza lamento e senza speranza,

Come un povero che trova uno più povero e tutti e due si guardano in silenzio.

Paul Claudel 


A lato, l’icona della Madonna del Rosario.

Sabato 9 maggio 2020

 

Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’etterno consiglio,

tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ’l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore,
per lo cui caldo ne l’etterna pace
così è germinato questo fiore.

Qui se’ a noi meridïana face
di caritate, e giuso, intra ’ mortali,
se’ di speranza fontana vivace.

Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz’ ali.

La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fïate
liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontate.

                                                                        Dante Alighieri

                                                   Divina Comedia, Paradiso,Canto XXXIII

 

A lato, Cimabue, Madonna di Santa Trinità, 1280-1300; Uffizi, Firenze

 

Venerdì 8 maggio 2020

 

Preghiera alla Vergine

 

 Porgi soccorso, o Vergine gentile, 

a quest’alma tapina, 

e non guardar ch’io sia terreno e vile; 

e tu, del ciel Regina, 

o stella mattutina,

o tramontana del mondan viaggio,

 porgi il tuo santo raggio

 alla.mia errante e debil navicella.

 Ricevi, o Donna, nel tuo grembo bello

 le mie lagrime amare,

 tu sai che ti son prossimo a fratello,

 e tu non puoi negare.

 Vrgine, non tardare

 chè  carità non suol patir dimora;

 non aspettar quell’ora

 che  il lupo mangi la tua pecorella.

                             Jacopone da Todi 

                                     (1236- 1306)

 

A lato, Madonna di un Anonimo Umbro

Giovedì 7 maggio 2020

 

Annunciazione

(Le parole dell’Angelo)

 

Tu non sei più vicina a Dio

di noi; siamo lontani tutti.

Ma tu hai stupende

benedette le mani.
Nascono chiare a te dal manto,
luminoso contorno:
Io sono la rugiada, il giorno,
ma tu, tu sei la pianta.

Sono stanco ora, la strada è lunga,
perdonami, ho scordato
quello che il Grande alto sul sole
e sul trono gemmato,
manda a te, meditante
(mi ha vinto la vertigine).
Vedi: io sono l’origine,
ma tu, tu sei la pianta.

Ho steso ora le ali, sono
nella casa modesta
immenso; quasi manca lo spazio
alla mia grande veste.
Pur non mai fosti tanto sola,
vedi: appena mi senti;
nel bosco io sono un mite vento,
ma tu, tu sei la pianta.

Gli angeli tutti sono presi
da un nuovo turbamento:
certo non fu mai cosí intenso
e vago il desiderio.
Forse qualcosa ora s’annunzia
che in sogno tu comprendi.
Salute a te, l’anima vede:
ora sei pronta e attendi.
Tu sei la grande, eccelsa porta,
verranno a aprirti presto.
Tu che il mio canto intendi sola:
in te si perde la mia parola
come nella foresta.

Sono venuto a compiere
la visione santa.
Dio mi guarda, mi abbacina…

Ma tu, tu sei la pianta.

 

Rainer Maria Rilke

(traduzione di Giaime Pintor)

 

Mercoledì 6 maggio 2020
 
Vergine, o natura sacra, 
piena di bellezza, 
tu sei l’isola della speranza. 
Vergine, radice e pianta 
sempre verde, 
colomba dello Spirito nuovo. 
Arca della vera alleanza, 
 tra uomo e natura, ritorna, 
 caravella che porti il Signore  sotto la vela bianca
 
David Maria Turoldo

Martedì 5 maggio 2020

 

Nell’incedere Maria era una principessa

consapevole che il suo velo di Grazia
un giorno sarebbe caduto per il suo unico Dio,
e castità e privazione furono così evidenti in lei
da renderla signora
di tutte le cose. Come Regina dell’Universo
in quanto futura madre di Dio Maria sorrideva al mondo
e coordinava in sé tutti gli elementi
che avrebbero dato un’impronta fatale
al suo unico figlio.

 

Alda Merini
 

Immagini di Arcabas

Coronavirus, “lettera al Padreterno”: la poesia di Paola Cortellesi

Coronavirus, “lettera al Padreterno”: la poesia di Paola Cortellesi Segnalo la “Lettera al Padreterno”, una poesia che l’attrice Paola Cortellesi ha presentato su Instagram, poi recitata in romanesco. Il contributo e il link, dal quotidiano Repubblica.                                      …

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