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Commento al Vangelo di Sabato 6 giugno 2020 proposto da don Davide Collu

Grazie don Davide!

2 Tm 4,1-8

Sal 70

Mc 12,38-44


Annunciatori del Vangelo è ancora possibile?

Una notizia giornalistica lascia sempre la sua impronta. Oramai tutto è tracciabile e ritrovabile con estrema facilità. Ci si pone sempre il problema della verità delle notizie che riceviamo. In questi ultimi mesi la comunicazione è stata uno degli elementi portanti per tenere uniti interi Paesi e comunità: “Se non comunichi sei fuori dal mondo!”. Ma c’è poco da dire: le notizie che più segnano il nostro cuore sono le storie di donne e uomini come noi che affrontano la loro vita, nel bene e nel male. Rimaniamo incantati e commossi davanti all’umanità che si racconta attraverso parole e immagini. La Parola di Dio di questo Sabato ci propone l’umanità del e nel racconto: Paolo scrive a Timoteo come essere un annunciatore di Cristo… gli raccomanda come essere storia di umanità che racconta storia di salvezza. Non si tratta di una notizia sterile, priva di verità, dubbiosa e interessata. Si tratta di essere annunciatori della notizia della propria vita che diventa offerta, donazione, regalo fatto a Dio e agli uomini. E come la vedova del Vangelo che dona tutto ciò che ha e non altro; offre, dona, regala il suo cuore a Dio e agli uomini. Le sue uniche monetine nel grande recipiente fanno quel rumore che molti non sopportano perché si tratta del rumore della semplicità e dell’autenticità. Lei ha combattuto la sua buona battaglia con le armi che aveva e non con un’armatura prestata da altri o che avrebbe imitato altri: essere se stessi in Cristo.

Così Paolo, così Timoteo, così la vedova…hanno donato tutto se stessi e sono stati annunciatori del Vangelo. Non semplici maestri di parole, ma testimoni di una storia d’amore con la propria vita. Non “maestri secondo i propri capricci ed egoismi che amano passeggiare nelle piazze per essere ammirati”, ma uomini e donne capaci di “cantare le opere di Dio con la voce del cuore, conservando la fede anche nelle battaglie di questa vita”.

È sempre possibile essere annunciatori del Vangelo e oggi, più che mai, è urgente per diffondere la parola di salvezza; lasciare traccia della propria storia di fede significa annunciare con la forza della vita la meraviglia che è Dio. Annunciamo, comunichiamo, evangelizziamo con quel poco-molto che abbiamo: la nostra esistenza.