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Coronavirus: Un richiamo forte alla vulnerabilità del nostro essere. Il contributo di Mons. Mauro Cozzoli

Ricevo e pubblico volentieri il contributo di Mons. Mauro Cozzoli, mio padre spirituale negli anni del Seminario. Lo offro come una lettura preziosa di questo tempo inedito.

Questo suo contributo è scaricabile anche dal suo sito personale:  www.maurocozzoli.it

Grazie don Mauro!

                                                                                            don Enrico

Lo sviluppo esponenziale della tecno-economia e dei suoi benefici in ogni campo del vivere umano ha ingenerato negli immaginari collettivi un senso irreversibile di prosperità e benessere che prende forma negli stili e consuetudini di vita da esso originati. All’improvviso questi immaginari sono stati messi in discussione, vacillano a causa di un micro organismo – il coronavirus – tanto inquietante quanto imprevedibile.Il pericolo alto di contagio sta sconvolgendo i nostri ritmi e abitudini di vita e minando. le nostre sicurezze, suscitando un senso d’impotenza che provoca inquietudini, ansie e paure. Preoccupazioni che inducono a pensare e porci domande di senso, di scopi e di valori. Noi, uomini e donne dell’era tecnologica, che beneficiamo dell’elevato potere di sviluppo e controllo delle moderne tecnologie – noi con la velocità della fibra ottica e l’immediatezza della notizia in tempo reale e dei collegamenti in streaming, con la rapidità dell’alta velocità e la precisione dell’alta definizione, con l’enhancement dell’intelligenza artificiale e della robotica, con l’efficienza delle biotecnologie, con sempre nuovi record e primati conquistati – noi con tante potenzialità e risorse ci ritroviamo impotenti di fronte a un virus e al suo potere devastante. Sommersi da ineludibili interrogativi: come mai? perché? c’è una via di uscita? cosa ci aspetta ancora?

Il coronavirus ci sta rimandando a noi stessi. Ci sollecita a riappropriarci della nostra umanità ed assumerla a criterio e metro della bontà e qualità della vita. Un metro non primariamente tecno-economico ma sapienziale e valoriale, che relativizza e umanizza la fiducia nel progresso. Relativizzare non è svalutare. È prendere il progresso per quello che è. Senza nulla di meno: quel di meno che ne disconosce e sottostima i grandi meriti. Ma ad un tempo senza nulla di più: quel di più dilatato da una “fede” incondizionata e acritica che ne enfatizza il valore e il potenziale. Su questo nulla di più s’innesta l’umanizzazione del progresso, che lo riconduce al realismo della nostra vita nel mondo. A questo realismo appartiene la vulnerabilità dell’umano. Un limite, questa fragilità, da sempre presente alla coscienza umana, con cui essa continuamente si misurava in una socio-cultura pretecnologica. Ma che il massimalismo tecno-economico ha rimosso, alimentando un senso di onnipotenza alieno alla condizione umana e alienante per essa. Il coronavirus riporta in superficie la nostra vulnerabilità.

Una condizione dell’umano – la vulnerabilità – da cui il potere tecnologico non può liberare, perché non ha poteri salvifici; ma che può e deve concorrere a prevenire e sanare nei suoi vulnus. Prevenire anzitutto, dando un’anima etica alle tecnologie e all’economia, e così sottrarle al dominio del risultato e del profitto e finalizzarle al benessere integrale umano. Benessere che abbraccia l’uomo in se stesso, in rapporto con gli altri e in relazione con l’ambiente. Prevenire inoltre educando alle virtù dimenticate della sobrietà e della temperanza. La prima diretta a moderare i consumi, la seconda i piaceri. In secondo luogo sanare le ferite, specie i nuovi vulnus, contro cui ci ritroviamo inermi e sprovveduti. Curare e sanare attraverso una solidarietà propriamente cristiana e profondamente umana di com-passione, che si fa carico della passio altrui; e di con- solazione, che porta al sofferente il solatium: il conforto della prossimità e il sollievo della medicina.

Il coronavirus è una provocazione critica delle presunzioni e illusioni di uno sviluppo ad oltranza e onniprovvidente. D’improvviso ci mette a nudo: ci costringe a misurarci con i nostri limiti. Un richiamo forte alla vulnerabilità del nostro essere. Non per avvilirci ma per riconciliarci. Una vulnerabilità riconciliata è un valore ed insieme un compito. Un compito responsabile e solidale di autentico progresso umano, volto a sanarla in ogni sua ferita. Col contributo irrinunciabile della tecno-economia.

Chi è Mons. Mauro Cozzoli?

Nato a Bisceglie (Bari), il 3 aprile 1946.

Dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie.

Ordinato sacerdote il 17 maggio 1970.

Cappellano di Sua Santità dal 17 marzo 1986.

Canonico della Basilica Papale di san Giovanni in Laterano dal 16 Agosto 2016.

Ha compiuto gli studi medi nel Seminario Arcivescovile di Bisceglie e medi-superiori nel Pontificio Seminario Regionale Pugliese di Molfetta;  il corso istituzionale di Teologia nella Pontificia Università Lateranense, come alunno del Pontificio Seminario Romano Maggiore;  il corso di specializzazione e dottorato in Teologia Morale presso l’Accademia Alfonsiana di Roma; il corso di specializzazione in Filosofia Morale presso l’Università “La Sapienza in Roma”.

Ha conseguito la Maturità Classica presso il Liceo Parificato “Davanzati” di Trani il 26/7/1965; la Licenza in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense il 15/6/1970; il Dottorato in Teologia Morale, summa cum laude, presso l’Accademia Alfonsiana, Istituto Superiore di Teologia Morale della Pontificia Università Lateranense, il 2/6/1976, con una dissertazione dal titolo “L’uomo in cammino verso… L’attesa e la speranza in Gabriel Marcel, fondamento di una concezione etica dell’esistenza umana”.

Dall’a.a. 1983-84 è Professore di Teologia Morale nella Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense: nei primi cinque anni come Assistente alla Cattedra di Teologia Morale; dall’a.a. 1988-89, come Incaricato di Teologia Morale; dall’a.a. 1992-93 come Incaricato della Cattedra di Teologia Morale Fondamentale; dall’a.a. 2001-2002 come Professore Straordinario e dalla.a.2004-05 come Professore Ordinario sulla Cattedra di Teologia Morale Fondamentale.

Dall’a.a. 2003-04 è Docente di Teologia Morale (Morale teologale) nell’Accademia Alfonsiana – Istituto Superiore di Teologia Morale in Roma, nella sezione di Sistematica Fondamentale.

Dall’a.a. 2014-15 è Docente di Teologia Morale (Morale della speranza) nell’Istituto Internazionale di Teologia Pastorale Sanitaria “Camillianum” in Roma

Dall’a.a. 1979-80 all’a.a. 1992-93 è stato Docente di Teologia Morale nell’Istituto Teologico Pugliese (Molfetta). Dall’a.a. 1993-94 – anno di aggregazione alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Napoli – all’a.a. 2000-2001 lo è stato come Professore Ordinario. Dall’a.a. 2001-02 è Professore Invitato.

Dall’a.a. 1992-93 è Docente Incaricato di Teologia Morale nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Ecclesia Mater” della Pontificia Università Lateranense; dall’a.a. 2000-2001 è Docente stabile nello stesso Istituto.

Dall’a.a. 1999-2000 è Docente di Morale nel Corso di Perfezionamento in Bioetica Clinica della Facoltà di Medicina e Chirurgia all’Università “La Sapienza” di Roma.

Dall’a.a. 2000-2001 al 2002-2003 è stato Docente al Master in Bioetica del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia e dell’Istituto di Bioetica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Dall’a.a. 1984-85 all’a.a.1990-91 è stato Docente a contratto di Etica Professionale e Morale Cattolica nell’Istituto di Ostetricia e Ginecologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma).

Dall’a.a. 1986-87 all’a.a. 1990-91 è stato Docente di Teologia Morale nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Molfetta e dall’a.a. 1977-78 all’a.a. 1991-92 nell’Istituto di Scienze Religiose di Trani, di cui è stato anche Direttore dall’a.a. 1987-88 all’a.a. 1991-92.

Dall’a.a. 2018-2019 è Docente al Master di Primo Livello: “Bioetica, Pluralismo e Consulenza etica”, nel Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino.

È Consultore del Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari (dove, tra l’altro, ha fatto parte del gruppo di lavoro per la redazione del documento “Carta dell’operatore sanitario”).

Ha prestato o presta la propria collaborazione presso la Congregazione per la Dottrina della Fede (consulenza per l’editio tipica del Catechismo della Chiesa Cattolica); la Pontificia Accademia per la Vita (task-force per lo studio della “Identità e Statuto dell’Embrione Umano” e per lo studio della “Cultura della vita: presupposti e dimensioni” e work-group per lo studio della “morte cerebrale”); il Pontificio Consiglio “Iustitia et Pax” (redazione del Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa).

Presso la Conferenza Episcopale Italiana ha fatto parte del gruppo di lavoro per il piano pastorale della Chiesa Italiana per gli anni ’90: “Evangelizzazione e Testimonianza della Carità”; ha fatto altresì parte del Comitato preparatorio nazionale del Convegno ecclesiale “Il vangelo della carità per una nuova società” (Palermo ’95).

È stato membro del Gruppo di Studio “Evento cristiano, Dottrina sociale della Chiesa e Società italiana”, in preparazione del Congresso Eucaristico Nazionale svolto a Bologna nel 1997.

Presso la Conferenza Episcopale Italiana è membro del “Forum del progetto culturale”.

Dal 5 luglio 1999, con nomina del Presidente, il Card. Giacomo Biffi, è membro del Consiglio Scientifico dell’Istituto per la ricerca e la formazione “Veritatis splendor”, in seno alla Fondazione Card. Giacomo Lercaro di Bologna.

Dal 2000 al 2010 è stato vice assistente nazionale dell’Associazione Italiana Medici Cattolici (Assistente Naz.: Card. D. Tettamanzi).

Dal 2004 al 2015 è stato membro del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Internazionale “Card. Van Thuan” sulla Dottrina Sociale della Chiesa.

Dal 2005 al 2017 è stato membro del Comitato Direttivo e del Comitato di Redazione della rivista teologica “Lateranum”.

Dal 2018 è Assistente ecclesiastico della Sezione Romana dell’Associazione Italiana Medici Cattolici (AMCI).

Dal 1970 al 1975 ha prestato servizio pastorale nella parrocchia dei SS.Cuori in Roma.

Dal 1975 al 1981 è stato vice parroco nella parrocchia S.Pietro in Bisceglie.

Dal 1979 al 1992 è stato Assistente ecclesiastico e Consulente etico presso il Consultorio Familiare Diocesano in Bisceglie.

Dal 1985 al 1991 è stato Vicario Episcopale per la Cultura nella diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie.

Dal 1998 al 2017 è stato Direttore Spirituale nel Pontificio Seminario Romano Maggiore.

È editorialista di “Avvenire”.

Collabora o ha collaborato a diverse Giornali e Riviste, tra cui  “L’Osservatore Romano”, “Lateranum”, “Studia Moralia”, “Rivista di Teologia Morale”, “Rivista di Scienze Religiose”, “Camillianum”, “Credere oggi”, “La Rivista del Clero Italiano”, “Nuntium”, βio-ethoς, “Presenza Pastorale”, “Medicina e Morale”, “Rassegna di Teologia”, “La Società”, “Bollettino di Dottrina Sociale della Chiesa”, “Orientamenti Sociali”, “Orientamenti Pastorali”, “Vita Pastorale”, “Presbyteri”, “Segno nel mondo”, “Servizio della Parola”, “Presbyteri”, “Orizzonte Medico”, “Servizio Informazione Religiosa”, Bioetica.

 È consulente, per problemi teologico-morali, delle agenzie-stampa “ANSA”, “Adncronos News”, “SIR” ed editorialista del quotidiano “Avvenire”.

Ha svolto e svolge molteplici lezioni e conferenze in Italia e all’estero su tematiche e questioni di teologia morale.

Partecipa a programmi della RAI, della Radio Vaticana, di TV 2000 e di Mediaset su temi di morale.